Nuove luci sull’Olimpico: c’è un mecenate
Un’azienda vicentina finanzierà la nuova illuminazione del teatro
L’operazione fa slittare ancora il progetto delle visite di Baricco

di Nicola Negrin

Sabato è stato un giorno speciale. Sabato l’Olimpico ha soffiato sulle 433 candeline. Doveva esserci una grande festa con l’inaugurazione di quel progetto firmato da Alessandro Baricco per trasformare le visite attraverso un percorso fatto di luci, video e racconti. Ma ancora una volta la rivoluzione è stata rinviata di quasi due mesi: presumibilmente scatterà il 19 aprile.
«Però per una buona causa», interviene Jacopo Bulgarini d’Elci. Sì, perché trattandosi di compleanno, qualcuno ha deciso di fare un regalo al vecchio teatro: «Vale a dire il nuovo impianto di illuminazione – annuncia il vicesindaco – che sarà completamente rinnovato; non era mai accaduto. E a pagarlo saranno i privati».

IL FLOP ART BONUS.
E dire che proprio qualche settimana fa il teatro coperto più antico del mondo era finito al centro delle attenzioni per il flop dell’art bonus. Il Comune aveva inserito il gioiello palladiano nell’elenco dei beni da sostenere tramite l’operazione avviata dal ministero dei Beni culturali. In particolare aveva chiesto a imprese e cittadini di sostenere alcuni lavori dal valore di 292 mila euro per la sistemazione dei camerini, del giardino e della torre Coxina, ma in oltre un anno di distanza non ha trovato nessuno che si sia spinto per donare al simbolo della città anche una cifra minima per coprire parte degli interventi.
«Qualcuno però – annuncia ora il vicesindaco – si è fatto avanti successivamente, rendendosi disponibile a pagare il lavoro di sostituzione di tutta l’illuminazione dal valore di 120 mila euro».

DI COSA SI TRATTA.
Il mecenate si chiama Bibetech «e – fa sapere Bulgarini d’Elci – è un’azienda di Montecchio Maggiore che non è nuova a operazioni di questo genere».
Oltre ad aver attirato le attenzioni di visitatori e critica in Basilica («Ha realizzato l’innovativa illuminazione a led per la mostra dedicata a Van Gogh», spiega il vicesindaco) ha già “donato” a palazzo Trissino le luci per il teatro Astra. «E adesso – prosegue – sarà rimesso del tutto a nuovo l’intero impianto illuminotecnico interno dell’Olimpico, dall’ingresso alla sala, passando per odeo e antiodeo». Ci saranno luci a led che ricostruiranno l’atmosfera del 1500. «Sarà un progetto che valorizzerà appieno il gioiello palladiano, anche ovviamente nella parte scamozziana: scene e sale affrescate di ingresso. L’intervento resterà per decenni come miglioramento strutturale del teatro». E aggiunge con un pizzico di orgoglio: «È un regalo a chi verrà dopo di me».

SLITTA BARICCO.
Per completare la sostituzione dell’illuminazione ci vorranno settimane. «E volendo consegnare alla città un progetto completo – spiega Jacopo Bulgarini d’Elci – abbiamo deciso di non partire il 3 marzo, come previsto, con lo storytelling di Baricco, ma di attendere la fine dell’intervento». Ed ecco che per prendere parte alle visite guidate con tablet, racconti, video ed “effetti speciali” studiati dallo scrittore, sarà necessario attendere ancora fino al 19 aprile.

LE NUOVE VISITE.
Il progetto di Baricco e scuola Holden rivoluzionerà le visite all’interno dell’Olimpico, ponendo fine (in parte, come si vedrà) all’ingresso libero.
Il visitatore sarà portato in un tragitto che si snoderà lungo il corridoio («Sistemato») e porterà poi all’odeo. «Qui ci saranno un orologio e un sipario – aveva spiegato il regista – e quando sarà il momento si apriranno le tende e si potrà accedere all’antiodeo. Il tutto avverrà con ordine, ogni trenta minuti».
Nella stanza che attualmente ospita il bookshop «ci sarà uno schermo dove verranno proiettati immagini e video». Dopodiché, ci si avvicinerà al teatro ma si dovrà percorrere prima il corridoio «che ricorderà il tunnel di accesso agli stadi con luci basse e audio di una sala gremita».
Il visitatore salirà le scale e attraverso l’ingresso storico accederà al teatro dall’alto, diversamente da quanto accade oggi. Sarà un percorso in cui si andrà alla scoperta di storie, si ascolteranno voci, si guarderanno video e immagini. Un ruolo chiave lo giocheranno le musiche e le luci, soprattutto all’interno della sala. «Sarà ricostruita l’atmosfera del 1580», aveva assicurato Alessandro Baricco. La Sovrintendenza ha posto alcune condizioni a proposito dell’illuminazione: in particolare sulle posizioni dei «faretti che dovranno essere concordate. Si evidenziano – ha aggiunto le criticità in merito all’illuminazione delle singole statue della scena, del soffitto a cassettoni, del cielo e l’illuminazione in generale del teatro, ma anche alla direzione e all’angolo delle proiezioni dei fasci luminosi»

L’INTERVISTA
LUCA BIASIOLO
«Abbiamo voluto fare un regalo a tutta la città»
Più che mecenate, bisognerebbe chiamarli mecenati. Perché se il progetto di rifacimento dell’intero impianto illuminotecnico dell’Olimpico è l’ultima ciliegina, la Bibetech, azienda vicentina che ha sede a Montecchio Maggiore, ha preparato nel corso degli anni una torta di notevole qualità e spessore in tutto il territorio berico.
Non solo un intervento in un altro teatro della città, l’Astra, con la donazione di nuove luci, ma anche un investimento da 15 mila euro per dotare la villa del Cuoa di una nuova illuminazione.
«Questo – afferma Luca Biasiolo, amministratore unico dell’azienda – crediamo sia il compito di un’impresa».
Cosa vi ha spinto a impegnarvi perdonare all’Olimpico la nuova luce?
Ho conosciuto il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci e mi ha raccontato di alcune delle iniziative che erano in programma.

Le luci del teatro gioiello del Palladio sono solo uno degli ultimi “regali” che avete fatto al territorio.
A nostro avviso è quello che deve fare una società del territorio. È necessario che abbia una ricaduta sociale. Per quanto riguarda l’Olimpico, come imprenditori vicentini abbiamo voluto fare un regalo importante alla città.

Cosa vuole dire lavorare all’interno del più antico teatro coperto del mondo?
È necessario prestare la massima attenzione e rispettare le indicazioni che sono fornite dalla Sovrintendenza.
Si tratta di un intervento complesso?
Diciamo che è un intervento radicale. Finora le operazioni sull’illuminazione del teatro sono state principalmente, mi passi il termine, dei “taconi”; si sono sistemati i pezzi. Adesso, invece, andiamo a rifare completamente l’impianto, con lampade che per l’80 per cento sono state costruite appositamente per il teatro.
Trai vostri progetti c’è anche l’illuminazione innovativa della mostra in Basilica su Van Gogh?
Sì. È stata una grossa scommessa. È stata molto apprezzata e il paradosso è che non siamo riusciti a farci molta pubblicità. Tutti la conoscono e in pochi sanno che è stata fatta da un’azienda vicentina.
Il mondo dell’arte e dei monumenti vi affascina.
Sì. E adesso andremo a sostituire sei lampade che illuminano la Nike di Samotracia al Louvre di Parigi.