L’EVENTO. Sono già 115mila le prenotazioni per la grande mostra nel monumento palladiano: ritmo di 2mila al giorno.
Le opere esposte hanno un valore assicurato superiore al miliardo.
Goldin: «Occasione per ammirare disegni che non si vedono mai»

di Laura Pilastro

«Un’emozione nell’emozione». Nella “sua” Basilica palladiana, Achille Variati saluta così la mostra “VanGogh, tra il grano e il cielo”, a sipario ancora chiuso per il grande pubblico, ma non per la stampa che ieri ha affollato le stanze dell’allestimento per una vernice dal sapore di prova generale in vista dell’inaugurazione attesa di domani: oltre 200, tra taccuini e telecamere, al seguito di Marco Goldin, guida d’eccezione per l’esposizione dai grandi numeri. È proprio il curatore della mostra ad aggiornare la contabilità: oltre 115 mila prenotazioni, al ritmo di 2 mila al giorno. Cifre stellari che potrebbero far veleggiare la Basilica verso i 2 milioni di visitatori dal giorno della sua riapertura dopo il grande restauro, nel 2012.
È il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci a indicare il traguardo: «Quando, cinque anni fa, abbiamo aperto la Basilica, volevamo portarvi all’interno elementi di cultura ed educazione.
È un obiettivo che abbiamo raggiunto, facendo arrivare qui un milione e mezzo di visitatori, di cui 730 mila con le precedenti mostre di Marco Goldin.
Questa permetterà di fare un deciso passo in avanti nel volume totale degli ingressi». Perché «organizzare eventi come questo significa anche collocare con più forza Vicenza nella mappa dei desideri dei viaggiatori del nostro tempo, non a caso qui in aumento del 30 per cento nell’ultimo quinquennio,
con incassi cresciuti del 50 per cento. Questa è una mostra strepitosa.
Alle scuole piacerà moltissimo e sarà utile per la crescita individuale e collettiva». A riconoscere il lavoro fin qui compiuto è anche il sindaco Variati: «La città, uno dei più bei centri rinascimentali d’Italia, in questi anni si è adoperata per fare della bellezza uno strumento amministrativo». Capace, anche stavolta, di suscitare «emozione. Quella che proviene da opere straordinarie presentate all’interno di un monumento a sua volta emozionante per l’armonia che Palladio ha lasciato a chi è venuto dopo di lui». Una mostra «che ritengo essere anche un atto di democrazia – continua Variati – in quanto opportunità offerta anche ai cittadini che non possono permettersi costosi viaggi per andare ad ammirare nei grandi musei stranieri i capolavori che presenta». Ed eccoli i capolavori, assicurati per il valore di un miliardo e 100 milioni di euro, nello scrigno della Basilica. «Qui inizia il viaggio dell’anima – esordisce Goldin – un viaggio che ho potuto compiere grazie a uno strumento straordinario, le 927 lettere di Van Gogh che mi hanno guidato nella costruzione di questo percorso, un’esperienza che assieme all’esposizione dedicata ai notturni più mi ha coinvolto dal punto di vista personale ». Poi, rivolto ai giornalisti: «Percorrerete una “strada” con delle luci bellissime che aiuteranno la concentrazione di ognuno di voi». Merito della nuova illuminazione che la vicentina Bibetech (già all’opera al Louvre) ha battezzato non a caso “Vincent”.
«Non voglio spiegare nulla al visitatore, ma suggerirgli qualcosa per stimolare la sua capacità di emozionarsi, accompagnandolo dentro un grande viaggio interiore».
Che si articola in 129 opere, di cui 86 disegni «che non si vedono mai se non nelle mostre temporanee: sarà un’occasione unica per ammirarli».